sabato 29 settembre 2018

MARIO E BONNIE : LA SIGNORA SE NE VA …



Chissà cos'è passato per la testa dei bianconeri nei primi dieci minuti della sfida contro il Napoli. Per quel breve lasso di tempo, sufficiente comunque a Mertens per portare in vantaggio i suoi, gli uomini di Allegri sono irriconoscibili ed è forse un bene andare sotto di un gol. Perché da quel momento in avanti, la Juve, e con essa la partita, cambia volto. Ronaldo si carica la squadra sulle spalle, Mandzukic colpisce da centravanti di razza e Bonucci chiude una gara che vale sei punti di vantaggio in classifica e un bello scossone alle ambizioni di rimonta di qualsiasi avversario.

giovedì 27 settembre 2018

LA JOYA E IL CONDOR , DOMINIO BIANCONERO





La Juve ci mette poco più di un quarto d'ora ad archiviare la pratica Bologna. I timbri sono di Dybala, al primo gol stagionale, e di Matuidi e sono più che sufficienti a piegare gli emiliani, che mai danno l'impressione di poter riaprire i giochi e lasciano.

domenica 23 settembre 2018

CR7 + FB33 E IL FROSINONE SI ARRENDE



Se vuoi vincere, devi insistere, devi crederci, non devi mollare. È questa la lezione che la Juve impartisce con la gara del Benito Stirpe: i bianconeri superano il Frosinone, come da pronostico, ma devono sudare le proverbiali sette camicie per riuscirci. Merito della caparbietà con cui la squadra di Longo si aggrappa allo 0-0, arroccandosi in difesa, senza mai neanche provare a ripartire. Ne esce così una partita talmente a senso unico da risultare fin noiosa. L'unica curiosità era capire se i bianconeri sarebbero riusciti a sbloccare il risultato e per soddisfarla si sono dovuti attendere gli ultimi minuti, quando Ronaldo e Bernardeschi hanno firmato il meritato successo.

mercoledì 19 settembre 2018

ORGOGLIO JUVE !




Esordire in Champions vantando il giocatore più micidiale della competizione e vederselo espellere dopo mezz'ora di gioco, senza non comprenderne nemmeno il motivo, stroncherebbe qualsiasi squadra. Non la Juve, che dopo aver dominato in quella mezz'ora, si scrolla di dosso i cattivi pensieri, inevitabili dopo il rosso a Ronaldo, e mette in campo tutta l'esperienza, il carattere e la classe di cui dispone e regola comunque il Valencia a casa sua, con due sacrosanti rigori di Miralem Pjanic.

domenica 16 settembre 2018

DUE "SIUUU..." ! PER BATTERE IL SASSUOLO 



Ronaldo è atterrato allo Stadium. Non che il suo perso specifico non si fosse già intuito nelle partite precedenti, ma c'era ancora quel gol che non arrivava e che tutti aspettavano con un'ansia ingiustificata. Bene, CR7 ha tranquillizzato tutti, segnandone due e decidendo la sfida contro il Sassuolo con una doppietta che mantiene la Juve a punteggio pieno, sola in vetta alla classifica. Un gol elementare, il primo, e uno da attaccante di razza, il secondo, permettono ai bianconeri di sbloccare una partita tignosa e di tenere a distanza gli emiliani, capaci di accorciare le distanze in pieno recupero.


sabato 1 settembre 2018

MANDZKIC E MATUIDI, LA JUVE PASSA AL TARDINI...


La Juve vince ancora. Ancora senza i gol di Ronaldo, ma ancora meritando i tre punti. Un risultato non scontato contro un Parma tutto orgoglio e velocità, ma i bianconeri riescono a capitalizzare tutta la loro enorme qualità, grazie alle zampate di Mandzukic e Matuidi e ad un secondo tempo in pieno controllo di gara, dopo che nella prima parte di gara, in realtà, gli emiliani si erano più volte fatti vedere dalle parti di Szczesny.


sabato 25 agosto 2018

PJANIC e MANDZUKIC : BENTORNATA A CASA SIGNORA !



Con un gol per tempo la Juve supera la Lazio e centra la seconda vittoria su due gare di campionato, anche se, come da facile previsione, è stato tutt'altro che semplice aver ragione dei biancocelesti, sempre pronti a colpire in velocità e a sfruttare ogni minima distrazione. Ne hanno avute ben poche però i bianconeri, magari ancora non bellissimi, ma cinici a sufficienza per capitalizzare al massimo le occasioni create. Rispetto alla gara contro il Chievo,Allegri manda in campo più muscoli e meno fantasia, tenendo e in panchina Dybala, Douglas Costa e Cuadrado e proponendo un 4-3-3 con Matuidi al fianco di Pjanic e Khedira e con il tridente composto da Bernardeschi, Mandzukic e Ronaldo, al debutto allo Stadium. Il portoghese si alterna con il croato tra la fascia sinistra e il più classico ruolo di centravanti, mentre Bernardeschi in fase di non possesso palla arretra sulla linea dei centrocampisti, trasformando il modulo in un 4-4-2.


sabato 18 agosto 2018

BERNARDESCHI ALL'ULTIMO RESPIRO !




Chi si aspettava una passeggiata, sarà rimasto sorpreso. Chi invece voleva lo spettacolo, non è certo rimasto deluso: la Juve supera il Chievo, con una buona dose di fatica, raggiungendo il successo nei minuti di recupero con Bernardeschi, dopo una serie di colpi di scena da film. In vantaggio con Khedira, raggiunti e superati dai veronesi, i bianconeri dominano per tutto l'incontro, ma devono sudare le proverbiali sette camice per tornare a Torino con i tre punti. E dire che la gara inizia subito in discesa...


lunedì 16 luglio 2018

BENVENUTO , CR7 !




E’ il 3 aprile. Minuto 19 del secondo tempo di Juventus-Real Madrid, andata dei quarti di finale di Champions League. Arriva un pallone in area bianconera, dalla destra. In mezzo all’area, come sempre, c’è Cristiano Ronaldo.

Quello che accade nei secondi successivi è qualcosa che si fissa nella mente di chi è allo stadio, di chi sta seguendo la partita in televisione, o anche solamente di chi avrà modo di osservarne i riflessi filmati. Quella sforbiciata, in volo. Quell’attimo sospeso. 

Quel pallone, scagliato in rete con precisione e potenza. Quel momento di silenzio di un stadio intero, che poi, in pochi secondi, si trasforma in un lunghissimo applauso per quello che sarà proclamato come il gol più bello della scorsa edizione del torneo, ma che entra di diritto anche nella storia della Champions League.

E poi il ringraziamento di Cristiano, visibilmente colpito da quell’applauso.

Un’ovazione che, da ora in poi, è quella del suo pubblico, dei suoi tifosi. Già. Perché Ronaldo è bianconero.

Quello di Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, nato a Funchal, Portogallo, il 5 febbraio 1985 è il curriculum sportivo di uno dei più grandi giocatori del mondo, di quello che, già ora, è uno dei più grandi campioni della storia del calcio. Sono tre le squadre in cui ha militato in carriera: lo Sporting CP, che ne ha segnato l’esordio fra i professionisti nel 2002/2003, il Manchester United, in cui ha militato per sei stagioni, e il Real Madrid, suo club di appartenenza dal 2009.

Ronaldo, finora, ha letteralmente riscritto una parte dei libri di storia del calcio: al Real Madrid ha messo insieme più gol (450) che presenze (438), cifra che ne fa ilmiglior marcatore di tutti i tempi per i Blancos. Il dato si conferma anche in Champions League, competizione nella quale il numero 7 ha segnato 105 reti in 101 partite con il Real, numero di gol che sale a 120 se si considera anche la carriera con lo United, e che anche in questo caso è un record: semplicemente, Ronaldo è il miglior marcatore di sempre della Champions, e detiene anche i tre record stagionali, con 17 gol nel 2013/14, 16 nel 2015/16, 15 nel 2017/18. 21 delle 32 squadre che hanno partecipato alla fase a gironi nell’ultima Champions League hanno segnato meno reti nella loro storia della competizione rispetto al campione neo bianconero.

E poi, il palmarès: Ronaldo ha vinto, in carriera, 5 campionati nazionali, 5 coppe nazionali, 5 Champions League, 4 Mondiali per club, 2 Supercoppe Europee, 2 Supercoppe nazionali, 5 volte ha alzato il Pallone d’Oro.

Spostando lo sguardo sulla Nazionale portoghese, sono 85 i gol che ha segnato finora, più di ogni altro giocatore europeo con la sua Selezione: gli ultimi 4 sono arrivati nel Mondiale di Russia, in cui Ronaldo ha anche messo a segno la suacinquantunesima tripletta in carriera, laureandosi anche il primo giocatore della storia ad andare in gol consecutivamente in otto grandi competizioni internazionali per Nazioni. Una di queste, l’Europeo 2016 conquistato proprio dal Portogallo, porta ovviamente anche la sua firma.

Questi i numeri di un giocatore che ha scritto, scrive e scriverà la storia del calcio, e da oggi della Juventus. Se quella sera eravate all’Allianz Stadium, e lo avete applaudito a lungo per la sua rovesciata, preparatevi a continuare a farlo, per i prossimi quattro anni.

Perché Cristiano giocherà all’Allianz Stadium, e non lo farà da avversario.
Perché l’Allianz Stadium è la sua nuova casa.

sabato 19 maggio 2018

GRAZIE RAGAZZI ! GRAZIE CAPITANO !



È quello che ha cantato lo Stadium alla squadra, è quello che gridano i tifosi bianconeri da ogni parte del mondo, applaudendo i Campioni d'Italia e il loro immenso anzi, #UN1CO, capitano, che lascia la Juve, esattamente come l'aveva trovata, nella stagione 2001/2002: in trionfo.

La partita con il Verona è solo il contorno di un pomeriggio in cui la festa per il settimo scudetto consecutivo si mischia alle lacrime di pura commozione per il saluto a Gianluigi Buffon. Un abbraccio lunghissimo, che inizia già durante il riscaldamento e tocca il suo apice nel secondo tempo, quando al 18' della ripresa, il più grande portiere di tutti i tempi lascia il campo a Pinsoglio, e inizia una standing ovation da brividi.

Poi arriva il momento che tutti aspettavano: tutta la panchina bianconera si alza in piedi e aspetta a bordo campo, il pubblico si alza in piedi e inizia ad applaudire, mentre i compagni lo abbracciano uno ad uno. Si alza il coro “Numero uno, c'è solo un numero uno” e si alza anche la lavagnetta del quarto uomo. Entra Carlo Pinsoglio, al suo esordio in serie A. Esce il più grande di sempre. Sono le 16:21 del 19 maggio 2018. È  il 18' minuto del secondo tempo. Finisce un'epopea straordinaria. Finisce l'era di Gianluigi Buffon. È commosso fino alle lacrime Gigi, troppo commosso per rispondere all'invito della curva che lo vorrebbe ancora abbracciare, e poi, dopo tutto, ha ancora un compito da assolvere. La partita intanto va avanti sotto una pioggia torrenziale e il Verona accorcia le distanze con Cerci, mentre la Juve sbaglia un rigore con Lichtsteiner che non riesce a bagnare il suo addio con un gol, ma che esce ad un minuto dalla fine per prendersi una strameritata standig ovation. E ora c'è un altro momento che tutti aspettano. C'è la festa scudetto, c'è la coppa da prendere, la settima consecutiva. Vai capitano, alzala. Ancora una volta. Ancora un'ultima, magnifica volta.